Master GECOP... se lo conosci lo eviti
Ho scelto il master dell'Università di Bologna in GeCop a cura della FIU, un centro di analisi, comunicazione ed elaborazione sulle trasformazioni urbane. Serve a formare project manager e agenti di prossimità in aiuto ad enti pubblici e privati nel pensare a iniziative e progetti di inclusione sociale e culturale, riqualificazione urbana, quindi molto trasversale sebbene un po' nebuloso. Si presenta con sponsor di tutto rispetto come il Comune, la Città metropolitana e centri di formazione. Ho fatto il colloquio e non l'ho superato, poi c'è stato un ripescaggio sospetto e ho inoltrato l'iscrizione. Per i primi due mesi di master sono stato fiducioso, ho seguito le lezioni (sia a distanza che in presenza) con interesse e alla presentazione del corso è stato chiaramente detto da una delle referenti della Fondazione che gli iscritti senza un lavoro dovevano cogliere l'occasione di fare uno tirocinio curriculare grazie a loro, perché sarebbe stata un'opportunità lavorativa. . Ricordo pure le parole esatte: "Volete fare lo stage a Barcellona? Andrete a Barcellona". Questo mi aveva rassicurato... poi la triste realtà. A distanza di poco tempo mi sono reso conto che alcune lezioni erano interessanti e stimolanti ma teoriche, altre fuori focus, c'entravano poco col contesto, altre erano sconclusionate. Insomma, alla fine non viene trasmessa nessuna vera competenza. Successivamente, sono stati organizzati dei lavori di gruppo laboratoriali su vari temi, io ero con persone che si conoscevano tra loro e già lavoravano in campo sociale, non mi hanno molto coinvolto né erano interessate a coordinarsi sul progetto da presentare, neanche quelli del master hanno saputo darci una linea d'indirizzo chiara. Questo laboratorio non aveva alcuna finalità, serviva solo a capire le dinamiche partecipative dietro a progetti, ed è stato un'ansia nel fianco durante il percorso. . Nel frattempo ho fatto un colloquio con i referenti FIU per capire i miei interessi e orientamenti sul tirocinio: ci siamo - ho pensato - ora mi proporranno una lista di convenzioni, enti e aziende con cui sono in contatto sul territorio bolognese dove fare il tirocinio... macché! La Fondazione non aveva alcun contatto, mi hanno subito fatto capire che avrei dovuto cercarmi da solo un ente dove svolgere il tirocinio, in una parola TRUFFA. Ho protestato per ben due volte, perché dovevano essere loro a propormi un tirocinio che avrebbe dovuto essere, tra l'altro, un'opportunità lavorativa, ma senza riscontro. Non mi sono perso d'animo e ho cercato in giro e soprattutto a Bologna enti, centri e realtà dove poter fare questo benedetto tirocinio. Non avevo le conoscenze né i contatti e per altri mesi le cose si sono arenate, proponevo centri di ricerca che erano piuttosto azzeccati con i temi trattati ma quelli dicevano di non capire la "ratio" delle mie scelte. Gli unici enti che mi hanno proposto sono stati posti che avevo già individuato da solo, dove avrei fatto il galoppino gratis senza prospettive. Tra l'altro 400 ore sono troppe per qualunque ente che non può assumerti. Mi è crollato il mondo addosso e ho provato amarezza ad essere in mani così incompetenti. . Oltretutto le comunicazioni di FIU erano sempre a ridosso delle scadenze e una lezione non è stata neanche recuperata, inoltre i referenti non ti seguono. Dovevo immaginare la fregatura dato che gli iscritti erano al 90% già tutti occupati in settori piuttosto ambiti e con curricula stellari. Ho fatto un tirocinio gratis in estate nella mia città, poco impegnativo pur di non fare l'elaborato sostitutivo sommato alla tesina. Tra l'altro i pochi che hanno scelto il tirocinio, hanno iniziato quasi tutti tardissimo, altri hanno rinunciato scegliendo l'elaborato. Ad un certo punto ho pensato anche di ritirarmi e non pagare la seconda rata, ma anche interrompere a metà con soldi già spesi non me la sono sentita, così ho pensato fosse meglio portarmi a casa il titolo. Un'assurdità è stata che FIU mi ha suggerito di chiedere il tirocinio a una compagna di corso che gestiva una cooperativa... al limite del demenziale! Anche se questi corsi post laurea non sono agenzie di collocamento, un buon master si riconosce dai tirocini che ti procura e questo non è un buon master. La formazione e l’apprendimento in questo corso sono solo apparenza, un'operazione retorica e pubblicitaria, che serve agli organizzatori per rendersi appetibili sul mercato e vendere iscrizioni. Ho frequentato la seconda edizione di Ge.Cop, dubito migliorerà nelle prossime e tornassi indietro non lo rifarei. Do 1 stella (ma se ne meriterebbe zero) perché ho preso un voto alto nella tesina, ma lo sconsiglio moltissimo se già non si ha un lavoro. Mi piacerebbe riavere i soldi indietro, quello sì.








