10 settembre: il problema non è essere “vivaci”, ma l’assenza di controllo
Conosco bene Aquardens e il suo concept: famiglie, musica e intrattenimento lo distinguono dalle terme tradizionali. Ma il pomeriggio del 10 settembre il limite è stato ampiamente superato.
Bambini e ragazzi correvano, urlavano e saltavano tra le vasche, persino nel percorso Kneipp; adolescenti fischiavano come allo stadio, idromassaggi occupati per tempi interminabili, comportamenti poco rispettosi degli altri ospiti e persone scalze nei bagni che poi rientravano nelle vasche.
Più che un parco termale sembrava un acquapark senza adeguata vigilanza.
Ancora più deludente la risposta di Aquardens alla mia segnalazione: la struttura sostiene che lo Staff «monitora attentamente» gli ospiti, ma contemporaneamente chiede ai clienti di segnalare i comportamenti scorretti per consentire al personale di intervenire.
Se quel pomeriggio ci fosse stata una vigilanza realmente presente, non sarebbe servito trasformare i clienti in sorveglianti: quanto accadeva era evidente e rumoroso.
Definire giornate simili semplicemente più «vivaci» non affronta il problema. Vivace significa musica, famiglie e divertimento. Caotico significa regole che nessuno sta facendo rispettare.
Mi sarei aspettata una verifica interna e una gestione della segnalazione orientata al cliente, anziché una risposta difensiva.
Il benessere si vende con il biglietto; il rispetto degli ospiti si garantisce con una gestione presente.








